Un gioco rimasto nel mio cassetto per anni perché era impossibile per me crearne un prototipo funzionante…
Avevo questa idea ispirata ad un classico della fantascienza: “Incontro con Rama”, di Arthur C. Clarke. In quel romanzo, degli astronauti intercettano un enorme artefatto alieno e lo esplorano a lungo, riuscendo a malapena a descriverne il contenuto nella nostra lingua. Ripensare al libro mi ha ispirato un gioco con una mappa gigante di un mondo alieno, in cui un giocatore vede solo un pezzo di mappa e deve far capire agli altri dove si trova (ad esempio: “Sono vicino a una specie di vortice di palline tentacolari…”).
Per anni ho raccontato l’idea a vari editori, senza poterne crearne un prototipo funzionante… finché non ho conosciuto per caso Marco Salogni, game designer e illustratore, che con i suoi giochi pieni di labirinti escheriani e mondi astrusi sembrava la persona giusta. E infatti, lo era davvero! Poco dopo aver ascoltato la mia idea ha capito subito come illustrarla, usando una prospettiva radiale che parte dal centro e priva i giocatori di punti di riferimento. L’editore Alley Cat ha subito apprezzato il gioco, ma ci ha chiesto di adattarlo a una foresta magica in stile Miyazaki. Se il gioco dovesse avere successo, è possibile che in futuro esca anche la versione sci-fi, ma solo voi saprete che era quello il gioco originale!

